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Il maggior pericolo a cui la nostra società va incontro è la perdita della memoria collettiva. Il fossato della smemoratezza può ridurre la nostra vita di individui ad una serie di istanti che non hanno alcun senso. Ma questo non vale solo per le singole persone, ma anche per la collettività. Vivere per il presente è, infatti, l'ossessione dominante della società del nostro tempo; vivere per se stessi, non per i predecessori o per quelli che verranno dopo. Nello scenario ipotizzato allora "4C luogo dei saperi e della memoria", è il recupero dei saperi, delle tradizioni e delle storie di vita del popolo, della gente, delle singole persone, soprattutto anziane, uniche depositarie di un passato precapitalistico che inesorabilmente cade nell’oblio della modernità. Solo riappropriandosi come comunità di una ormai confusa identità, solo diventando attori del proprio sé, protagonisti consapevoli della personale storia di vita e di formazione, risulterà possibile contribuire al miglioramento della qualità della vita delle aree rurali. |
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